Modà – Sono già solo

Bella, dolce, disperata, vera.

Troppa luce non ti piace
godi meglio a farlo al buio sottovoce
graffiando la mia pelle
e mordendomi le labbra
fino a farmi male, bene
senza farmi capire
se per te è più sesso o amore
Poi fuggi, ti vesti, mi confondi
non sai dirmi quando torni
e piangi, non rispondi, sparisci
e ogni quattro mesi torni
Sei pazza di me come io lo son di te

Resisti, non mi stanchi
mi conservi sempre dentro ai tuoi ricordi
e poi brilli, non ti spegni
ci graffiamo per non far guarire i segni
e sei pioggia fredda
sei come un temporale di emozioni che poi quando passa
Lampo, tuono, è passato così poco e son già solo

Tornerai, tornerai
altrochè se tornerai
ma stavolta non ti lascio
ti tengo stretta sul mio petto
poi ti bacio, poi ti graffio
poi ti dico che ti amo e ti proteggo
e poi ti voglio e poi ti prendo
poi ti sento che impazzisci se ti parlo
sottovoce, senza luce
perchè solo io lo so come ti piace
e ora dimmi che mi ami
e che stavolta no, non durerà solo fino a domani
Resta qui con me perchè son pazzo di te

Resisti, non mi stanchi
mi conservi sempre dentro ai tuoi ricordi
e poi brilli, non ti spegni
ci graffiamo per non far guarire i segni
sei pioggia fredda
sei come un temporale di emozioni che poi quando passa
Lampo, tuono, è passato così poco e son già solo

Resisti, non mi stanchi
mi conservi sempre dentro ai tuoi ricordi
e poi brilli, non ti spegni
ci graffiamo per non far guarire i segni
sei pioggia fredda
sei come un temporale di emozioni che poi quando passa
Lampo, tuono, è passato così poco e son già solo

ciao

ciao

Spalle al muro è il brano musicale con il quale Renato Zero ha partecipato al Festival di Sanremo 1991.
La canzone, inserita nell’album dal vivo Prometeo, è stata scritta interamente da Mariella Nava, grande amica di Renato, tanto che, negli anni successivi, il “Re Sorcio” (altro nome dato dal suo pubblico) richiederà la presenza di Mariella Nava come apri-concerto.
Il testo descrive il lento declino dell’età ed in particolar modo la critica che la gioventù “moderna” fa all’anzianità. La parola più presente nel brano infatti è “Vecchio”, quasi a sottolineare la poca considerazione che si ha della persona non più giovane.
Il brano arrivò 2° nella classifica finale del Festival, preceduto da Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante, e venne interpretato in inglese dalla cantante giamaicana Grace Jones con il titolo Still Life.

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Spalle_al_muro

Versione di Renato Zero:

Versione dell’autrice, Mariella Nava:

Versione di Grace Jones che era in coppia con Renato Zero a Sanremo:

Testo:

Spalle al muro,
Quando gli anni, son fucili contro,
Qualche piega, sulla pelle tua,
I pensieri tolgono, il posto alle parole,
Sguardi bassi alla paura, di ritrovarsi soli.
E la curva dei tuoi giorni, non è più in salita,
Scendi piano, dai ricordi in giù,
Lasceranno che i tuoi passi, sembrino più lenti,
Disperatamente al margine, di tutte le correnti.

Vecchio,
Diranno che sei vecchio,
Con tutta quella forza che c’è in te,
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita,
E l’anima la grida e tu lo sai che c’è.
Ma se Vecchio,
Ti chiameranno vecchio,
E tutta la tua rabbia viene su,
Vecchio, si,
Con quello che hai da dire,
Ma vali quattro lire, dovresti già morire,
Tempo non c’è ne più,
Non te ne danno più …!
E ogni male fa più male,
Tu risparmia il fiato,
Prendi presto, tutto quel che vuoi,
E faranno in modo, che il tuo viso, sembri stanco,
Inesorabilmente più appannato, per ogni pelo bianco.
Vecchio.
Vecchio.

Vecchio…!!!
Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore,
Anche se hai tanto amore, da dare a chi vuoi tu!
Ma sei vecchio.
Insulteranno Vecchio
Con tutto quella smania che sai tu,
Vecchio, si…
E sei tagliato fuori,
Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori,
Le tue non vanno più,
Ragione non hai più.

Vecchio si…
Con tanto che faresti,
adesso che potresti non cedi perché esisti,
perché respiri tu

Sanremo 1992.
Il brano è nato dalla grande amicizia con Gianni Ciarella (già autore di Giselle), che, ascoltando i ricordi e le storie vissute da Patrizia all’Università di Bologna, ha scritto il motivo confrontandolo riga per riga, nota per nota, con le sensazioni e le nostalgie che l’Artista conserva di quegli anni tra l’adolescenza e la maturità. Sara, la protagonista di questa canzone, è una dei tanti ragazzi che, violentati dalla vita, non ce l’ha fatta a diventare grande. Il testo, molto forte, è sostenuto da una musica di sapore mediterraneo resa ancor più suggestiva dall’accostamento dei mandolini alla fisarmonica. (http://www.patriziabulgari.it/biografia.htm)

el 1992 è ancora al FESTIVAL DI SANREMO, con “AMICA DI SCUOLA”. Il brano è nato dalla grande amicizia con Gianni Ciarella (già autore di Giselle), che, ascoltando i ricordi e le storie vissute da Patrizia all’Università di Bologna, ha scritto il motivo confrontandolo riga per riga, nota per nota, con le sensazioni e le nostalgie che l’Artista conserva di quegli anni tra l’adolescenza e la maturità. Sara, la protagonista di questa canzone, è una dei tanti ragazzi che, violentati dalla vita, non ce l’ha fatta a diventare grande. Il testo, molto forte, è sostenuto da una musica di sapore mediterraneo resa ancor più suggestiva dall’accostamento dei mandolini alla fisarmonica.

Sanremo 1995

Nella strada c’è Dio
E qui la mia stanza è un’isola
Voglio andarmene anch’io
Così prende fiato l’anima
Parlo con gli angeli quaggiù
Di come vivo se mi manchi tu
Tra solitudini e tivù
Come se qui mi mancasse l’aria
Sei dentro me come una musica
Come la terra che danza invisibile sotto di me
Sei dentro me ad ogni angolo
Sotto la tenda del cielo
C’è un posto che tengo per te
Dalle stelle cadrà quaggiù
Oro nella polvere
Uomini liberi di più
Piccoli ladri dei passati miei
Canti di zingari laggiù
Come se qui si fermasse l’aria
Sei dentro me come una musica
Che mi accompagna
E nei vuoti del cuore cammina con me
Dentro di me in ogni attimo
Quando ho paura e nascondo la parte migliore di me
Questa musica
Voci segrete di donne
Che poi non si arrendono mai
Un grido arriverà in fondo all’anima
Se questa notte si impara l’amore
Tu insegnalo a me
(Babele di suoni le voci di dentro)
(Comizi d’amore parole al vento)
E poi ti cercherò ad ogni passo mio
Che la tua voce sia pioggia che muore nel fondo di me
Ma grida forte anche tu
(Essere liberi di più)
Fatti sentire di più
(Dalle inquietudini dai giorni blu)
Alzati e grida anche tu
(Essere liberi di più)
Sono voci che mi porto dentro

Lucio Battisti

Equipe 84

Pooh

Un bambino conoscerai
non ridere
non ridere di lui
aah…
Nel mio cuor
nell’anima
c’e’ un prato verde che mai
nessuno ha mai calpestato, nessuno,
se tu vorrai – yeahh
conoscerlo – se tu vorrai conoscerlo
cammina piano perche’ – cammina piano perche’
nel mio silenzio
anche un sorriso puo’ fare un rumore.
(paaaa.. paaa..) – non parlare
(paaaa.. paaa..) – non parlare
(paaaa.. paaa..) – non parlare
(paaaa.. paaa..) – non parlare
(paaaa.. paaa..) – non parlare…
Nel mio cuor,
nell’anima
tra fili d’erba vedrai
ombre lontane
di gente sola
che per un attimo – attimo
e’ stata qui
e che ora amo perche’ – amo perche’
se n’e’ andata via
per lasciare un posto a te
per lasciare un posto a te
Per lasciare un posto a te.
Nel mio cuor,
nell’anima
tra fili d’erba vedrai..

Da http://www.hitparadeitalia.it/schede/n/nel_cuore_nellanima.htm

L’arrangiamento di un brano come “Nel cuore, nell’anima” non può non aver subito l’influenza di “Eleanor Rigby” dei Beatles. All’Equipe 84 (e a Vandelli in particolare) è sempre piaciuto ascoltare le produzioni estere per cogliere suggerimenti e soluzioni tecniche, da sperimentare poi in sala d’incisione.

Il brano era destinato in un primo momento ai Dik Dik; ma, dopo l’exploit di “29 settembre”, Mogol (litigando con i discografici e con gli stessi Dik Dik che avevano già registrato la canzone) pensa di affidarlo all’Equipe, sperando di ripeterne il successo.

Vandelli decide di eliminare le chitarre e utilizzare per l’arrangiamento una sezione d’archi (suonata per l’occasione da dodici professori della Scala di Milano), con il supporto ritmico dei soli basso e batteria; la struttura del brano viene modificata, eliminando la strofa e partendo con un crescendo strumentale che introduce direttamente al ritornello. Le vendite non furono entusiasmanti, ma il risultato dal punto di vista artistico fu fondamentale: era nato il primo pezzo italiano di rock sinfonico.

Sul lato B del 45 giri un altro brano sperimentale (“Ladro”, ancora firmato da Mogol-Battisti), in cui l’Equipe, sempre alla maniera dei Beatles, si cimenta con strumenti indiani quali sitar e tampoura. In questo brano si può ascoltare Battisti stesso in alcuni interventi, come seconda voce assieme a Vandelli.

Solo un anno e mezzo dopo conosceremo “Nel cuore, nell’anima” come concepito in origine: nel primo album di Lucio Battisti, il brano verrà proposto nell’arrangiamento creato per i Dik Dik e da loro stessi eseguito.

(Orlando R.)

La canzone è dedicata a Gesù e Maria Maddalena ed è nata dall’incotro con Michael Baigent il quale ipotizza una relazione tra Gesù e Maria Maddalena:

“The reason why I wrote the song was because I met Michael Baigent, who was the writer of Holy Blood, Holy Grail, and we just got into this discussion, and he told me his theory. And it just kind of really inspired me, purely from the point of view that… [...] Maybe they (Jesus and Mary Magdalene] really were in a relationship of some sort, maybe they were married. [...]
And suddenly I just had all these waves of emotion, and I thought this could be a song. I don’t really look at it as purely being about Mary sort of missing Jesus or anything like that, but that was kind of where the song came from for me. Now a lot of people listen to that song and they can relate it to anyone that they’ve ever lost. (intervista integrale : http://www.the-trades.com/article.php?id=4425)

A parte questa ipotesi, sulla quale ognuno può riflettere a modo suo, trovo che la canzone sia molto bella, delicata e rappresenti bene i sentimenti di chi ha perso qualcuno che amava.

You’re beautiful so silently
It lies beneath a shade of blue
It struck me so violently
When I looked at you

But others pass, they never pause
To feel that magic in your hand
To me you’re like a wild rose
They never understand why

I cried for you
When the sky cried for you
And when you went
I became a hopeless drifter
But this life was not for you
Though I learned from you
That beauty need only be a whisper

I’ll cross the sea for a different world
With your treasure, a secret for me to hold

In many years they may forget
This love of ours or that we met
They may not know
How much you meant to me

I cried for you
And the sky cried for you
And when you went
I became a hopeless drifter
But this life was not for you
Though I learned from you
That beauty need only be a whisper

Without you now I see
How fragile the world can be
And I know you’ve gone away
But in my heart you’ll always stay

I cried for you
When the sky cried for you
And when you went
I became a hopeless drifter
But this life was not for you
Though I learned from you
That beauty need only be a whisper
That beauty need only be a whisper

L a musica è la mia amante
ALBUM: Fotografie (2009)
Versione Giusy Ferreri (parole di Tiziano Ferro)


Io non amerò mai più
Non sarò più amata
Solo la brina di prateria
Il vento porterà
La magia è la mia amante
Non mi chiede e non dà
Ma tutti han ha perso magia
Anni, anni ed anni fa
Dei miei occhi nacqui schiava
Cieli che solo sognai
Cullata da una melodia
Tutta una vita portarsi via
La magia è la mia amante
Non mi chiede e non dà
Ma tutti han perso magia
Anni, anni ed anni fa
Nacqui per andare via
E partire per sempre
Non per scolpire le pietre grigie
Della tua terra nel niente
La magia è la mia amante
Non mi chiede e non dà
Ma tutti han perso magia
Anni, anni ed anni fa

Versione originale:  I was made to love magic di Nike Drake

I was born to love no one
No one to love me
Only the wind in the long green grass
The frost in a broken tree.

I was made to love magic
All its wonder to know
But you all lost that magic
Many many years ago.

I was born to use my eyes
Dream with the sun and the skies
To float away in a lifelong song
In the mist where melody flies.

I was made to love magic…

I was born to sail away
Into a land of forever
Not to be tied to an old stone grave
In your land of never.

I was made to love magic…

I’ve been walking in the same way as I did
Missing out the cracks in the pavement
And tutting my heel and strutting my feet
“Is there anything I can do for you dear? Is there anyone I can call?”
“No and thank you, please Madam. I ain’t lost, just wandering”
Round my hometown
Memories are fresh
Round my hometown
Ooh the people I’ve met
Are the wonders of my world
Are the wonders of my world
Are the wonders of this world
Are the wonders of my world
I like it in the city when the air is so thick and opaque
I love to see everybody in short skirts, shorts and shades
I like it in the city when two worlds collide
You get the people and the government
Everybody taking different sides
Shows that we ain’t gonna stand shit
Shows that we are united
Shows that we ain’t gonna take it
Shows that we ain’t gonna stand shit
Shows that we are united
Round my hometown
Memories are fresh
Round my hometown
Ooh the people I’ve met
Are the wonders of my world
Are the wonders of my world
Are the wonders of this world
Are the wonders of my world

[http://www.musickr.it/adele-hometown-glory-testo-lyrics-video-traduzione/]

Scopro che Canzone d’amore del gruppo Le Orme (1974) viene ripresa da Areoplanitaliani (2005).

Seguono le due versioni:

e

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